martedì, 30 giugno 2009
Domenica sera 5 luglio, dalle h 20:30 in poi, sulla splendida terrazza di Piazza S. Bartolomeo sull'Isola Tiberina (con fantastica vista sul Tevere!) ci sarà una cena di beneficienza per il Progetto D.R.E.A.M. (Drug Resource Enhancement against AIDS e Malnutrition), un programma ad approccio globale per curare l'AIDS in Africa, avviato nel 2002 dalla Comunità di S. Egidio.

La serata, oltre alla cena, prevederà degli ospiti musicali, tre cantautori (tra cui me!) che per una mezz'oretta a testa intratterranno il gentile pubblico con le loro canzoni. Dividerò questa serata con due artisti che stimo molto, sia artisticamente che umanamente: il "fratello gaberiano" Dennis Bertolini e la talentuosa e bravissima Ghita Casadei.

L'ingresso è di €10 (comprensivo di cena e concerto dei cantautori): il ricavato sarà interamente devoluto al Progetto D.R.E.A.M.

Se volete godere di una bella atmosfera estiva, con cena sotto le stelle e panorama sul Tevere, e al contempo ascoltare un po' di buona musica, tra ironia teatrale e canzone d'autore, compiendo anche un'opera di bene, questa è la vostra serata.

Vi aspettiamo!

Dennis: http://www.myspace.com/bertolinidennis
Ghita: http://www.myspace.com/ghitaclara    



Locandina 5 luglio Isola Tiberina completa copy1

 

PS: Ultimamente, spulciando tra alcune mie vecchie canzoni, soprattutto quelle più intimiste, ho capito che ci può essere del buon materiale su cui lavorare o dal quale attingere direttamente per le scalette.
La canzone qui sotto, "CIO' CHE MI BLOCCA", scritta il 26 gennaio 2005, l'ho infatti ripescata per un paio di concerti a Padova, il 30 e 31 maggio scorsi, accompagnato alla chitarra da Domenico Calabrò.
E' una canzone che ho sempre molto trascurato, anche se forse conteneva già in embrione quell'atmosfera intima (in cui mi denudo completamente) che l'anno successivo mi avrebbe portato a scrivere "Questo tempo che ho". Eppure mi appariva incompleta, non so. Inoltre non mi era mai sembrata tutta 'sta gran cosa. Resta una delle pochissime che tra l'altro non ho mai neanche registrato come provino audio.
Con mia estrema sorpresa, ho scoperto invece che questo brano piace. Dico di più: ho scoperto che piace molto. E' incredibile. Appena l'ho fatto ascoltare, ho ricevuto da tutti una pioggia di consensi, sembrerebbe quasi che piaccia quanto la sua parente più conosciuta "Questo tempo che ho". Come spesso accade quando si ricevono degli elogi "inaspettati e numerosi" su ciò che si fa, sono andato stupìto ad analizzare meglio la mia creatura. E in fondo ho capito che è un buon brano introspettivo, che può colpire.

CIO' CHE MI BLOCCA





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giovedì, 11 giugno 2009

Vi aspetto sabato sera a Roma al FAENAS CAFE' di via Portuense, farò un concertino acustico verso le 23:30, reduce dalla bella avventura di Padova. Prima di me suoneranno due gruppi "spalla" (selezionati dall'organizzatore della serata): gli Omopatia e di seguito la splendida e solare Sara Joy.
La cosa simpatica e originale sarà che i gruppi-spalla saranno full-band, mentre il mio concertino vedrà me da solo al centro della scena, con la mia Taylor acustica (e al massimo con l'armonica): un po' al contrario di come avviene di solito. Ma, in fondo... sta qui la figata curiosa!

UN BRANO NUOVO E IN PIU'... I MIMI !!
Ci saranno delle sorprese davvero niente male!!

Innanzitutto farò un pezzo intimista (forse ancora incompleto, ma a cui tengo), ripescato da alcuni provini del 2005 e mai suonato a Roma.
E poi, soprattutto: ci saranno i mimi! I mimi, sì avete capito bene: delle persone che mimeranno, come se lo facessero per i non udenti, le frasi da me cantate  nel brano scelto. E' chiaro che un'idea del genere poteva essere attuata solo  con un brano decisamente molto ironico
, che si prestasse in modo congruo all'iniziativa (pensata da tempo). E io questo brano ce l'ho e quindi posso divertirmi un casino, eheh. Non solo è ironico, ma in fondo non ha neanche un vero messaggio: è puro divertissement.
Le due ragazze-mimo sono strepitose, per intelligenza e autoironia, mi rendono orgoglioso di essere loro amico! Top-secret i loro nomi.
Chissà che ne verrà fuori, ma certo sarà una serata pre-estiva divertente e ironica (solo 2 i brani "lenti -intimisti" in scaletta).

VI ASPETTOOOOO!! Concertino imperdibile!!



FAENAS2,13-6-09 copy1

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giovedì, 04 giugno 2009

Ero stato a suonare a Padova a ottobre, per una sola data (al Fahrenheit 451), e m’ero trovato benissimo. “Ritornerò, e voglio farlo spesso!”, mi ero ripromesso. Sto rispettando quella promessa.
Neanche questo mini-tour padovano di fine maggio, da me così atteso, ha infatti deluso le aspettative e s’è anzi rivelato ogni giorno ricco di una miriade di (piccole e grandi) sfumature, spesso non previste o immaginate, che hanno reso l’esperienza davvero unica, densa, profonda e appagante.
Cerco di dare e ricevere emozioni, da sempre: si sa. E in questi 4 giorni le ho date e ricevute sia a livello artistico-musicale che a livello umano. Grazie soprattutto ai miei amici fraterni e preziosi: Andrea Paglianti e Domenico Calabrò, grandi persone prima che grandi artisti, che mi hanno ospitato in casa per 4 giorni, scortato in auto, dato dritte, prestato all’occorrenza l’impianto, accompagnato con gli strumenti, sfamato, fatto scoprire Padova e persino riempito di regali.
Cos’ho fatto per meritarmi questo? Me lo chiedo ogni tanto.

Grazie di cuore anche al mio piccolo, ma meraviglioso, pubblico padovano, formato tutto da gente profonda, intelligente e sensibile, come il travolgente e simpaticissimo Nicola (mitico fotografo, un artista dello scatto!!) o come Andrea Mega (galatonese trapiantato a Padova), arrivato con la sua bella comitiva; o come il “fratellino” gaberiano Carlo Cavallaro, accorso col suo amico Andrea Garavello; un pubblico composto anche di (nuove) amiche molto in gamba, come Elisa, Raluca e Chiara; un pubblico che inizia a prendere piano piano forma e consistenza davanti a me (ne ho avuto maggior consapevolezza soprattutto l’ultima sera), dispensando affetto, attenzione e stima nel modo in cui io ho sempre sognato.

 



                                                 DIARIO

 

28 maggio, “PIXELLE (prima di Vladimir Luxuria):

La prima sera ho suonato al “Pixelle”, un posto molto carino, coi puff colorati, non grandissimo, e stracolmo per la presentazione del libro di fiabe di Vladimir Luxuria.

Betta (del locale) m’ha chiesto di iniziare abbastanza prima, per evitare sovrapposizioni della coda del mio spettacolo con l’arrivo di Luxuria.

Verso le 21:15 sono dunque partito, cantando una dozzina di miei brani e in mezzo ho inserito qualche cover gaberiana. Ho tra l’altro terminato con “Non insegnate ai bambini”, proprio per riallacciarmi un po’ al tema fiabesco della serata.

C’è stato molto rispetto e attenzione per me da parte di tutti i presenti, molti parevano anche piuttosto divertiti dai brani più ironici. Ho terminato dopo solo un’ora, perché così m’è stato chiesto, anche se Luxuria è arrivata più tardi e avrei potuto continuare ancora per un bel un po’.
I miei amici Andrea e Domenico sono arrivati alla fine, perché non sapevano di quest’anticipo. Abbiamo presenziato un po’ alla presentazione del libro e poi siamo andati a prendere dei gelati fantastici. Io del resto ero cotto per il viaggio e dopo son crollato sul materasso (al primo piano del letto a castello, nella stanza di Domenico).

 

29 maggio, "FAHRENHEIT 451":

Il venerdì, tutto dedicato al tributo a Gaber e Springsteen, pur essendo, delle quattro, la serata con meno gente (del resto il locale era molto più grande del Pixelle, e inoltre c’era una festa universitaria proprio dirimpetto) e forse anche l’artisticamente meno riuscita (per vari motivi), mi ha lo stesso reso strafelice, sia per l’opportunità che ho avuto di conoscere una ragazza speciale come Elisa (amica di Domenico), e sia per l’inaspettato arrivo a sorpresa di Alberto Cantone, raffinatissimo cantautore accorso apposta da Treviso a sentirmi, con cui (prima del concerto) ho trascorso un’oretta a passeggiare nella zona del Portello, chiacchierando di storia, letteratura, sociologia, animo umano e, naturalmente, musica. Un piacere immenso. Alberto e Domenico mi hanno dato una mano decisiva nel soundcheck. Ho fatto un 40’ di Bruce in italiano (forse troppi) e oltre mezz’ora di Gaber, terminando con un medley fino a Barbera e Champagne.
Per la prima volta ho eseguito dal vivo “Verso il terzo millennio”.
Il set di Gaber, a quanto mi hanno detto, è stato molto più convincente.

 

30 maggio, "FAHRENHEIT 451" (con Domenico Calabrò):

Nel pomeriggio di sabato, mentre Domenico era a un saggio coi suoi allievi e Andrea al lavoro, mi son fatto un ampio giro nel Centro, tra l’altro disseminato dei soliti manifesti elettorali. E, partendo da piazza Garibaldi, sono giunto fino all’immensa Prato della Valle.

Nella tarda mattinata, mentre stavo provando la scaletta per la sera, Domenico aveva manifestato l’intenzione di volermi accompagnare alla seconda chitarra in qualche pezzo, suscitando il mio entusiasmo. Alla fine i brani in cui Domenico m’ha “supportato”, arricchendoli e abbellendoli con eccezionale gusto e maestria, sono risultati addirittura una decina!! Un regalo bellissimo, il suo, e non certo l’unico del mio viaggio padovano!! Ho inserito in scaletta anche due chicche: “La stella di Johnny”, vecchio brano del ’96, la storia ineluttabile di un uomo inquieto, in fuga da sé stesso, che 7 anni fa piacque molto a M. Bubola; e l’inedito “Ciò che mi blocca”, un pezzo intimista che adoro cantare, ma che ritengo ancora da migliorare e completare. L’ora e un quarto di concerto è terminata con la goliardica “Canzone di rottura”. Avete rotto il caaaaaaaaaa… J

Dopo il concerto, arriva Nicola con la macchina, prende me e Domenico, e ci porta in un pub carinissimo con tanti altri suoi amici. Faccio finalmente la conoscenza di Luca Francioso, ragazzo e chitarrista fenomenale. E poi di Chiara e Raluca, che mi sono subito simpatiche e che rivedrò la sera dopo alla Rana Margaux.

 

31 maggio, "RANA MARGAUX" (con Domenico Calabrò e Andrea Paglianti):

Il nostro amico Nicola, fotografo e persona coinvolgentissima, ci invita per pranzo in un agriturismo di Solesino e così io, Andrea e Domenico ci ritroviamo là, a una piacevolissima tavolata di oltre venti persone. Mentre sorseggio il caffè, chiacchiero piacevolmente con Chiara, giovane prof di Biologia, ragazza squisita, pacata e dalle mille risorse (canta, balla, dipinge). Dopo pranzo ci si sposta tutti sotto l’ampio porticato e, sempre il solito irresistibile Nicola, riesce ad azzittire tutti, a mettermi in mano una chitarra classica e a farmi snocciolare addirittura 3 brani uno dopo l’altro (“Il singhiozzo”, “Il giorno no” e “Solo su un’isola deserta”), davanti a una platea di botto muta, iperattenta e infine addirittura entusiasta, che alla fine esplode in uragani d’applausi! ‘Mmappete, non me l’aspettavo: anche meglio di un concerto, oh! Il mega-spot involontario è poi facilmente tramutabile in un invito, diretto a tutti, per il concerto serale alla Rana Margaux.

…E infatti sarà la serata più bella, che rimarrà più nei miei ricordi, davvero degna conclusione del mini-tour! La saletta interna è piccola, ma è piena zeppa e so che ogni faccia, ogni cuore e ogni sorriso presenti non sono lì di passaggio o casuali, ma sono tutti per me (e anche per Andrea, che sarà ospite con 3 brani): è una bella sensazione quella di percepire di avere un proprio pubblico, affettuosissimo, lontano da casa.

Il concerto (con Domenico alla seconda chitarra) scivola via alla grande, c’è un affetto pazzesco nella saletta, fino all’emozionantissima conclusione, che mi commuove molto e davvero sigilla non solo la serata e il minitour, ma di certo anche una limpida amicizia: “Questo tempo che ho” cantata in duetto con Andrea Paglianti (io le strofe e lui i ritornelli) e suonata sempre assieme a Domenico Calabrò. Oh, m’è venuta la pelle d’oca.
E chi se lo scorda, 'sto mini-tour?

 


Scaletta “Rana Margaux”:

 

IL GIORNO NO

IL NEGAZIONISTA

IL SINGHIOZZO

CIO’ CHE MI BLOCCA

L’UNTORE

SOLO SU UN’ISOLA DESERTA

RAI LIBERA!

 

set di Andrea Paglianti

 

ASINCRONO

IL RAGAZZINO DELLA CASA ROSA

LA STELLA DI JOHNNY

CANZONE DI ROTTURA

L’ODORE (Gaber)

LO SHAMPOO (Gaber)

IO NON MI SENTO ITALIANO  (Gaber)

DESTRA-SINISTRA (Gaber)

QUESTO TEMPO CHE HO




PS
: RadioRai, nella trasmissione "DEMO" condotta da M. Pergolani e R. Marengo su RADIO1, mi ha gratificato della sua stima mandando in onda il 26 maggio scorso il mio brano "Il negazionista", che avevo consegnato ai due conduttori direttamente al M.E.I. di Faenza a fine novembre.

 

 

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domenica, 24 maggio 2009
Dal 28 al 31 maggio sarò a suonare a Padova praticamente ogni sera, per 4 concerti chitarra e voce.
La seconda sera, venerdì 29, sarà un tributo a Gaber e Springsteen, mentre gli altri giorni farò un concerto di canzoni mie e al massimo qualche cover.
L'ultima sera, il 31, sarà ospite al mio concerto il mio amico cantautore Andrea Paglianti, padovano, autore anche per Mina (del brano "Ecco il domani" contenuto nel CD "VELENO" - anno 2002)

Chi si trovasse da quelle parti... venga a sentirmi!!
Cambierò scaletta ogni sera, è ovvio.


locandina PIXELLE


LOCANDINA TRIBUTO GABER-SPRINGSTEEN (29-5-09)


LOCANDINA 30 maggio-Luigi MARIANO (xLocale)


Luis locandina RANAMARGAUX 31maggio


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martedì, 19 maggio 2009

 

Luis canta

Mi piace molto (lo ammetto e lo sapete) ondeggiare di continuo, possibilmente imprendibile e “inetichettabile”, tra ironia sottile, teatro, spietata denuncia, ermetismo oppure semplicità assoluta, intimismo spinto, folk, canzone d’autore, pop, un po’ di blues qua e là, e ad altre chincaglierie simili!
Mi fa sentire libero di esprimermi come voglio, senza catene.
Quindi, in fondo, mi trovo a mio agio e senza imbarazzi (direi anzi molto orgoglioso) anche dentro a un inno popolare di una squadra di calcio, specie poi se del Galàtone, ossia del “paese mio che sta sulla collina” (quella che porta alla chiesa dei Cappuccini).
Una decina d’anni fa avevo scritto un brano dedicato al Lecce (“Lecce Lecce”), la squadra per cui tifo in serie A da quando avevo 11 anni (anche se poi dall’età di 17 anni la musica ha soppiantato il dio pallone nelle preferenze del mio cuor). In realtà quella canzone per il Lecce (anche se poi i miei amici vi ci sono affezionati molto) aveva ben poche caratteristiche adatte a farne “un inno”: era una canzone d’amore abbastanza malinconica, sia nella musica che nel testo, e di certo con un brano del genere era piuttosto improbabile vincere delle partite, perché si entrava in campo già piuttosto moscetti e con la lacrimuccia sotto la palpebra. Ecco perché non pensai mai di proporla all’U.S. Lecce.

Un paio di mesetti fa invece, credo perché mi sono riappropriato solo da pochi anni dell’amore vero e totale per Galàtone (anche conoscendo e approfondendo l’amicizia con gente straordinaria che prima non conoscevo) m’è venuto un ritornello semplice semplice, di quelli stile “tormentone che entra in testa”. E questo ritornello sembrava essere perfetto proprio come inno o coro da stadio. Tra l’altro l’ho lasciato così fino alla fine, senza aggiungere nulla. Da lì comunque m’è balenata l’idea dell’inno del Galàtone, e mi sono subito entusiasmato a pensare di poterla realizzare. Ho lasciato tutto per un po’ e ho iniziato a sondare il terreno, se potesse essere una cosa fattibile o praticabile. Ho capito che poteva esserlo. Allora, devo dire molto felice e cercando di “pensare” con lo stesso metro e gusto fresco di un adolescente, ho completato la canzone (le strofe), attingendo anche ai miei ricordi della scuola calcio di quando avevo 8 anni e disegnando semplici immagini e quadretti affettuosi, in cui anche gli animi più semplici potessero riconoscersi senza difficoltà. Ho raggiunto il mio scopo “artistico”: era proprio lo “spirito popolare” e la freschezza giovanile che volevo trovare. E, come sapete, questo non è mai facile, perché si tende anzi con l’età alla ricerca in avanti, continua e incessante. Ho dunque “disappreso”, come auspicava Carmelo Bene, ho sgrezzato, son tornato fanciullo, ho ridotto all’osso. Se nella linea melodica mi venivano note troppo complesse (anche se belle) le scartavo e sceglievo cose più semplici. Se nell’armonia mi veniva un SIm diventava subito RE maggiore perché più “dritto”. E poi volevo un ritmo pop-rock, bello teso, che desse la carica, fresco e persino radiofonico, “ggggiovane” direbbe Bac.
Sì, ‘na roba magari un po’ commercialotta, ma molto molto efficace.
Quando ho fatto ascoltare la canzone alla società, il 7 aprile, li ho visti entusiasti e dunque da subito hanno approvato l’idea e il mio progetto. Già dai primi di aprile si è dunque deciso per questa presentazione del 17 maggio.

Luis parla coi bimbi della scuola calcio

...E il 17 maggio è arrivato!
Fisicamente ero abbastanza a pezzi per via di una notte insonne a causa di un mal di gola, di un fortissimo raffreddore e di un pesante mal di testa. Ho cercato di nasconderlo il più possibile, imbottendomi di medicinali (cosa che non faccio mai a 'sti livelli, ma dovevo stringere  tempi) e tirando fuori tutto il mio "spirito positivo ed entusiasta" per questa stupenda giornata, che m'ha gratificato non poco. Il colorito del viso però mi tradiva parecchio, ahiahi.
Ringrazio tutti, dalla società (in primis) all'ultimo dei bambini, per l'affetto a valanga che ho ricevuto, per le parole che ho sentito, sia davanti al microfono che a microfoni spenti: difficilmente le dimenticherò! Tra le mie soddisfazioni più grandi è stato vedere come l'inno sia piaciuto anche ai bimbi della scuola calcio, in cui mi sono rivisto: ho pensato molto anche a loro quando ho scritto la canzone.

ALE' GALA-TONEEEEEEEEE!



SERVIZIO COMPLETO di 27 minuti
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9378

 


PS: Festival Gaber di Viareggio (24-25 luglio):
Per un soffio! Non ce l'ho fatta per un soffio a rientrare nei 4 "finalisti-vincitori" che il 24 e 25 luglio suoneranno a Viareggio su quel palco prestigioso, assieme a molti big della canzone italiana, per omaggiare il sig G. Le iscrizioni sono state al solito tantissime anche quest'anno, una valanga, pare quasi 200. E' il secondo anno che partecipo a queste selezioni, anche l'anno scorso sono arrivato molto in fondo. A questa manifestazione estiva, organizzata direttamente dalla Fondazione Gaber (in particolare da Dalia Gaber e P. Dal Bon) ci tengo parecchio, come tutti sanno. Oggi ho ricevuto la telefonata di Sara Serafini, della Fondazione, che appunto mi comunicava l'esclusione proprio per un soffio: ho superato tutte le scremature possibili, fino alla "stretta" finale dei migliori 10 artisti. A quel punto pare (mi diceva Sara) sia stata una questione di dettagli e di sfumature: la commissione ha discusso un po', a chi piaceva più uno e a chi l'altro, tutti i 10 selezionati hanno avuto giudizi molto positivi e lusinghieri, alla fine hanno deciso per 4 nomi. Sara mi diceva che addirittura quest'anno potrebbero essere solo due. Io non ci sono, ma farò tesoro di tutta questa considerazione (al pensiero che S. Luporini mi stimi a momenti non ci credo) per migliorarmi sempre.

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lunedì, 11 maggio 2009

Vi aspetto tutti, domenica sera 17 maggio, al "MenaMé" di Nardò, per il consueto "Omaggio al sig G" con me e Andrea Baccassino.
Come i più avranno avuto modo di notare, lo spettacolo è sempre più sciolto e scorre via una bellezza (grazie alla complicità che cresce da due anni e grazie anche a piccole rivisitazioni e accorciamenti della scaletta). Inoltre ormai inseriamo quasi sempre, alla fine,  anche nostri brani ed esilaranti spezzoni di cabaret di Bac. E il tutto ci appare più ricco e al contempo, stranamente, più agile e piacevole per tutti.


TRIBUTO GIORGIO GABER al Menamè (17 maggio 2009)


























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Domenica 17 mattina, alle ore 10, sala Congressi M. Vitaliano di GALATONE (LE)
, presentazione dell'inno ufficiale della squadra della mia città. Accorrete!

Servizio MyBoxTG, coi 2 presidenti che ne parlano diffusamente:
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9331



Locandina INNO GALATONE

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sabato, 09 maggio 2009


Il 5 gennaio scorso ho partecipato a Grottaglie (TA) alla registrazione di "Per fortuna c'è la musica", brano d'apertura e titletrack del secondo album di Carmine Fanigliulo, mio amico cantautore di Grottaglie, che è anche violinista, violista e arrangiatore di quartetto d'archi.
Ringrazio Carmine per avermi coinvolto in questa splendida esperienza e per avermi voluto a duettare con lui.

E' subito stato evidente un problema di tonalità (la mia è molto più bassa della sua). Alla fine ho dovuto fare di necessità virtù e mi sono dovuto adattare io. Il mio canto è risultato un po' teso e forzato, certo non caldo come avrei voluto. Ma certo non gli avrei mai fatto cambiare tonalità, la canzone è sua. Per fortuna, almeno nelle parti cantate assieme, ho deciso di scendere con la voce di un'ottava sotto e mi sono sentito più a casa.
Mi sono divertito, un bel brano, in stile folk irlandese.


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mercoledì, 22 aprile 2009

Forse anche le tragedie più immani non solo insegnano qualcosa, ma possono portare gli esseri umani a ritrovare cose perdute o trascurate, che però sono l'essenza della vita e dello stare al mondo.
C'è da riflettere molto.




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categoria:tempo di riflessioni
sabato, 18 aprile 2009
Luigi al teatro di Aradeo1
Vorrei cambiare del tutto il “tiro” (non sembri irriverente), esulando quindi dalla tragedia abruzzese (per la quale sarebbero molto meglio, se possibile, meno parole e più fatti) e raccontare invece delle mie grandi emozioni di domenica 5 aprile scorsa al teatro “Domenico Modugno” di Aradeo (LE), serata organizzata in modo perfetto dall’associazione onlus “A.L.I.CE Puglia” a scopo benefico (raccolta fondi per diagnostica precoce dell’ictus, un fine altamente meritorio). Grazie a Tiziana e, indirettamente, grazie a Pinuccio.

E’ stata per me un’esperienza molto intensa, che m’ha molto gratificato a livello artistico, per l’attenzione, il rispetto e anche il calore dimostrato (per più di due ore) dal numeroso pubblico accorso, circa 300 persone educate e concentrate, che hanno riempito tutto il teatro in ogni ordine di posto.

Ho indossato una camicia scura, molto sportiva, con appeso al taschino il ciondolo “portafortuna” (che poi è un orologino a forma di chitarra, a scandire questo tempo che -spesso non- ho), regalatomi dalla mia sorellina fiorentina Angie.
Sia all'inizio dello spettacolo, sia tra un "atto" e l'altro e sia alla fine, ho potuto incontrare, dietro le quinte oppure nel camerino, diverse persone care e gentili che son venute a salutarmi, tra cui Anna e Andrea, LaGgina con la sua splendida famiglia, Luigi e Maria Teresa, Mauro Angelo, Antonio Calò e molti altri.
Lo spettacolo ha avuto inizio verso le 21:30 e si è diviso, a livello artistico, in 3 momenti: la prima mezz’ora ho eseguito da solo, sia alla chitarra che al piano, 5 mie canzoni (“Il giorno no”, “Il singhiozzo”, “Questo tempo che ho”, “RAI libera!” e ovviamente “Cos’avrebbe detto Giorgio?”), precedute le prime 3 dai monologhi contenuti nel mio recital “C’è sempre un’isola nel mare”, e incentrati sulle nevrosi, i tic, le manie, l’introspezione e l’ironia.
Nella seconda mezz’ora, verso le h 22, è arrivata dirompente sulla scena la verve comica del mio partner e pard (erano anni che volevo usare questa parola: “pard”!) Andrea Baccassino, che come suo solito ha divertito il pubblico in sala con le sue parodie irresistibili e con i classici sketch del suo repertorio, tra i quali l’evergreen del personaggio de “Il giovane d’oggi”. Il teatro è stato molto partecipativo, battendo le mani a tempo durante le parodie e ridendo a crepapelle. Bac è il solito fuoriclasse.


Luis e Bac a Teatro2 copy

OMAGGIO AL SIG. G:
La seconda ora dello spettacolo è stata dedicata interamente all’Omaggio al sig. G, con buona alternanza di scena tra me (canzoni) e Bac, che per l’occasione ha indossato una giacca e che al solito ha reso i monologhi un po’ in dialetto. Abbiamo stavolta recitato il brano iniziale dello spettacolo, “Bambini G”, nell’esatto modo in cui lo faceva Gaber, ossia a sipario chiuso, con la mia voce in stereofonia sinistra e quella di Bac in stereofonia destra: un espediente teatrale vincente, che ha dato i suoi frutti, perché sentivo la gente sbellicarsi come non mai dall’altra parte della sala.
Abbiamo poi come sempre ripercorso il repertorio di Gaber, abbracciando sia brani più recenti (Destra-Sinistra, Io non mi sento italiano, Non insegnate ai bambini), e sia brani famosi del passato, esaltati soprattutto nel lungo medley finale (Il dilemma, Un’idea, Non arrossire, Com’è bella la città, Torpedo blu, Io se fossi Dio, C’è solo la strada, La libertà e tanti altri), fino al brindisi conclusivo di “Barbera e champagne”.



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MENAME', 13 aprile:
Abbiamo poi bissato lo stesso spettacolo (però reso molto più agile) il giorno di Pasquetta. Sia io che Bac devo dire eravamo in ottima forma, accompagnati per l’occasione da Alfredo Ronzino al basso elettrico, in un “MenaMé” stracolmo di curiosi, di fratelli d’anima, di fan, di cari cugini, di vecchie conoscenze, di cari amici d’infanzia. Per tutta una serie di motivi, dovuti anche all’appropriato cambio di scaletta (ossia Gaber all’inizio, poi le mie canzoni e infine il cabaret di Bac) e all’inusitata attenzione del pubblico, la serata è venuta fuori ancora meglio di quella a teatro. Inutile dire che m'ha fatto particolarmente piacere la presenza, oltre che del fraterno Pasquale Chirivì con famiglia e il fratello Franco, anche di Claudio Tuma (ho cercato di non emozionarmi), nonché di Giancarlo Pero, Manuela Stifanelli, Valerio e Raffaella, Adele, Marcello, Lucia, Germano e Tatiana.
Grazie a tutti.

menamè luigi mariano 13 aprile 2009 008 copy

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categoria:tempo di musica, tempo di diario
venerdì, 03 aprile 2009

LOCANDINA Omaggio al Signor GLa serata di domenica prossima 5 aprile al Teatro "Domenico Modugno" di ARADEO (LE) è stata organizzata a scopo benefico (fondi per diagnostica precoce dell'ictus) dall'associazione onlus A.L.I.CE Puglia, avrà inizio poco dopo le 20:30 e avrà come protagonisti me e Andrea Baccassino, quest'utimo in gran spolvero.

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Aleggerà nel teatro lo spirito indomito del Sig. G, che oggi avrebbe 70 anni, al quale io e Bac dedicheremo l'intera lunga seconda parte dello spettacolo, riservandoci invece nella prima di intrattenere il gentile pubblico accorso con brani del nostro personale repertorio (io) o di irresistibile cabaret (Bac).


A quel punto, finito ciò partirà lo spettacolo in onore di Giorgio Gaber, che sarà al solito molto appassionato.



BIGLIETTI:

I biglietti-obolo per la serata di beneficienza si vendono con poltrona numerata.
Quindi affrettatevi a comprarli (sono quasi finiti), se volete vedere lo spettacolo in posizioni decenti.... e, in generale, se volete proprio vederlo, perché l'affluenza è molto molto massiccia e si prevede il tutto esaurito.
Costi:
10 € prime file
8 € le file medie e ultime

I biglietti si trovano a GALATINA presso:
ALICE PUGLIA, via Scalfo, 5 - 73013 Galatina (LE)
INFO: 329-6041950



Oppure (per quelli di GALATONE) potete rivolgervi alla vicepresidentessa TIZIANA GIORDANO, che ne ha una certa quota e li sta vendendo da tempo.
In ultima analisi potrete anche rivolgervi al mio caro "nunno", l'architetto PINUCCIO RESTA, non interessato ma collaborante, in quanto marito della vicepresidentessa Giordano!!!

Affrettatevi e accorrete numerosi, la serata vi prometto che sarà imperdibile.


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categoria:tempo di musica
lunedì, 30 marzo 2009

Calcata notteCalcata non esiste, non esiste, non esiste. No, non è la strofa aggiuntiva de “Il negazionista”. Calcata non esiste perché non può esistere: non è un pensiero razionale. E’ frutto di pura fantasia, è un sogno, un’immagine, un ricordo lontano delle fiabe d’infanzia, popolate di elfi e fate, gnomi e draghi, che sputano fuoco dalle mura dei castelli o che si nascondono nelle grotte di pietra. Un posto che non c’è, se non nella mente di qualche fervido poeta visionario.
Basti pensare che per raggiungere questo “non luogo” arroccato sul dirupo, la mia macchina ha dovuto imboccare (di sera, sotto la pioggia, senza una sola luce a illuminar la strada) dei pericolosi tornanti non già “in salita”, come ci si aspetterebbe dirigendosi verso un luogo in altura, bensì in discesa, segno evidente che trattasi di un sogno. E, mentre percorrevo in discesa questi tornanti micidiali, con in macchina le mie due allibite compagne d’avventura Fabiana e Valentina, mi accorgevo sempre più stupito che piano piano s’innalzavano sopra di noi le pareti delle montagne, come in un viaggio al centro della terra. E di colpo… eccola, Calcata, illuminata da luci gialle e spettrali, col suo profilo notturno inquietante e spaventoso, che avrebbe scatenato orgasmi multipli in Poe e in Lovecraft. Eccola Calcata, terribile e bellissima, affascinante come tutti i sogni.


Luis con Vale e  Fabiana
Superando a piedi la porta d’ingresso al borgo medievale, comincia una salita tortuosa e stretta.

Fabiana e Valentina, ufficialmente lì con me come carissime “amiche”, ma in realtà subdolamente trascinate a tradimento in veste di “assistenti” (fotografe, portantine, tecniche, reporter, giornaliste, eccetera), mi aiutano a portar su le poche cianfrusaglie che poi serviranno per suonare: reggichitarra, jack vari ed eventuali, microfono, capotasto (uff, che fatica portare il capotasto!), plettri (pesantissimi!!), accordatore. Io invece porto la chitarra. Il resto, asta compresa, dovrebbe trovarsi in Grotta. Arriviamo all’ingresso della "Grotta dei Germogli" e iniziamo a scendere: oh, ma è proprio una vera spelonca! Dentro è piccolo, confortevole, pieno di candele e di tanti angoletti da fiaba, il soffitto è basso basso ed è… tutto in roccia!

Saluto Margherita, Pancho e Beatrice, i 3 padroni di casa, che mi accolgono e mi danno indicazioni.

SoundcheckIl (pur semplice) soundcheck comincia però malissimo, perché una delle due piccole casse non ne vuol sapere di funzionare. Dopo un po’, quando sto per perdere davvero la pazienza e la speranza, inizio a pensare che, in fondo, le cose… si aggiustano sempre: anche allo Stensen di Firenze sembrava che tutto dovesse saltare, ma poi, invece… Insomma, Luis, datte ‘na calmata e prendilaaaaa come viene, anche se incappi in un giorno no! Ma che le scrivi a fa’ ‘ste canzoni, se poi non te la mangi, quell’idea che hai dint ‘a capa?? Ok, ok, mi calmo subito. E infatti la cassa comincia a funzionare. Logico, no? Mi siedo a mangiare pasta radicchio e gorgonzola con Valentina e Fabiana, dopo aver chiacchierato piacevolmente con l’amico Fabrizio Formicone, cantautore (a me affine per molti aspetti), che è accorso a sentirmi e che mi stima molto. Maura e gli altri amici da Roma non sono ancora arrivati, ma sono già le 22:30, si sta facendo tardi, mi raggiunge una simpatica cantante-attrice, che m’invita con estrema gentilezza a cominciare lo spettacolo, perché lei è venuta a sentirmi e io in fondo sto troppo snobbando i presenti per aspettare gli amici da Roma. Allora inizio, col mio brano sulle paure e sulle psicosi persecutorie della folla.



1. L’UNTORE

2. THE WRESTLER  (Bruce)

3. IL GIORNO NO

4. IL SINGHIOZZO

5. SOLO SU UN’ISOLA DESERTA

6. IL RAGAZZINO DELLA CASA ROSA

7. RAI LIBERA!

8. QUESTO TEMPO CHE HO
      9. ASINCRONO

10. NON SO PIU’ (Gaber)

11. IO NON MI SENTO ITALIANO (Gaber)

12. SALGO SU

13. ALMENO UN GRIDO

14. IL NEGAZIONISTA

15. BOBBY JEAN (Bruce)

16. IL FANTASMA DI TOM JOAD (Bruce)

17. L’ODORE  (Gaber)

18. CANZONE DI ROTTURA

 

bis:

19. THE WRESTLER

20. IL SINGHIOZZO

 

 

Luis suona1A metà concerto chiamo a cantare non già l’assente giustificato Valerio Billeri, impossibilitato a partecipare alla serata (sta per diventare padre in queste ore: auguri di cuore, fratello!!), bensì il presente Fabrizio Formicone, che esegue una sua canzone molto poetica. In mancanza di leggìo, beh… sono stato io il suo leggìo vivente, reggendogli in piedi il foglio con gli accordi.

Maura e gli amici romani arrivano esattamente a metà concerto, mentre sto cantando ASINCRONO. E’ emozionante per me salutare con gli occhi Maura, mentre lei agita le mani: non la vedo da anni, ma mi è sempre nel cuore.
Alla fine mi va di concludere con la goliardata autoironica di “Canzone di rottura”, ma siccome l’aria del locale spinge affinché io continui, il bis nasce spontaneo e ricanto la mia amatissima “The wrestler” in italiano, dedicandola a tutti i mutilati nell’animo.

Il concerto è finito, ma tutti vogliono ancora a gran voce “Il singhiozzo” (mai avrei pensato, quando la scrissi, che avrei cantato tante volte ‘sta canzone!).
Insomma: si finisce anche stavolta con un bell’…….HIC!

Fine del sogno, ciao Calcata.

Luis, Pancho Margherita e Bea

 

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categoria:tempo di musica, tempo di aneddoti
giovedì, 26 marzo 2009


Locandina LUIGI MARIANO 28-3-09Sabato sera verso le 21:30/22 sarò a fare un concerto acustico in un posto da sogno, un paesino di pochissime anime, tutto arroccato su un costone roccioso a strapiombo, che si chiama Calcata (Viterbo).

Vi invito a farvi 'sta scampagnata, anche in tardo pomeriggio, portate mogli, amanti, figli, sorelle eccetera. E poi in serata, verso le 21.30, ci ritroviamo in grotta e vi faccio 'sta lunga sonata, magari mentre mangiate!
Io a digiuno, sennò mi viene il singhiozzo.

Vabbè dai, lo sapete che cosa vi spetta, oh miei prodi romani (o Romano Prodi? Bah...): insalata di ironia e seriosità varie assortite, con abbacchio d'impegno/denuncia civile, dal tono vagamente incazzato (e demodé?).
Poi dessert di cover gaberiane e stuzzichini di brani intimisti di Springsteen in italiano.


Rivedrò un vecchio amico springsteeniano, il mio blood brother Valerio Billeri, cantautore poetico e visionario, a metà tra i folksinger americani e il miglior De Gregori (spero lo prenda come un complimento), col quale duetterò in un paio di brani del Boss in italiano. Non suoniamo assieme da 4 anni.
...E ne farò un po', di adattamenti di Bruce, in questo concerto, compreso l'ultimo suo capolavoro, "The wrestler", col quale (è probabile) aprirò la serata (vedi giù bozza del brano, video amatoriale).


CONSIGLI:
PRENOTATE AL "NUMERO FISSO" 0761-588003, lasciando nel caso un messaggio in segreteria, sennò rischiate di restare in piedi, essendo sabato c'è sempre molto afflusso di gente a prescindere da me!
Oppure mandate un messaggio a Margherita, dicendo che siete miei amici (o fan!): 347-8781694.
Prendete la CASSIA BIS dal raccordo e uscite a Mazzano Romano. Da lì Calcata è a due passi.
Da Roma è un soffio, non mancate!


                                              



 

Calcata


Venite a CALCATA!!!


RADIO FREE:
Per chi (sciagurato!!) si fosse perso la mia lunga intervista mattutina di giovedì 19 su Radio Free, può rimediare alla "graverrima" gaffe ascoltando o scaricando la trasmissione, in 2 parti, qui:

http://www.radiofree.it/intervluigi1parte.mp3   (55 minuti)
http://www.radiofree.it/intervluigi2parte.mp3   (47 minuti)

Ps: Riascoltando (per curiosità) la puntata, mi sono accorto che spesso la mia voce si sovrapponeva (in modo apparentemente un po' invadente e fastidioso) a quella di alcuni ospiti telefonici, che avevano chiamato per salutarmi. Quasi inutile specificare che non volevo soverchiare nessuno: semplicemente in quei punti non sentivo per nulla la loro voce.





 FoncleAcustic Festival - Rassegna musica d'autore
25 marzo 2009 -



 


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categoria:calcata, tempo di musica, tempo di diario, luigi mariano, grotta dei germogli
mercoledì, 11 marzo 2009


Non amo l'anticonformismo a tutti i costi. Io amo solo la verità e non sopporto le prese per il culo. Specialmente da parte di chi mi sta al di sopra e vorrebbe pure avere la presunzione di governarmi o comunque di legiferare. E poi per favore: basta con la storia dell'antipolitica. Ne ho piene davvero le scatole. L'antipolitica la fa chi prende accordi con la mafia, non io (o noi che critichiamo questi politici). L'antipolitica la fa chi riduce lo Stato italiano a essere quello che è: una patetica pantomima sempre più ridicola e disgustosa, in cui attendiamo vivamente la costituzione ufficiale del P.U.C., "Partito Unico Centrista", con la fusione di PDL e PD. Ma sì, ma sì, preferisco le dittature ufficiali a questa farsa. Ho visto oggi Rutelli coccolato da Schifani, dopo il discorso al Senato. So' belle cose.

Starò sempre dalla parte di Pippo Fava e Peppino Impastato. Io starò sempre con l'avvocato Ambrosoli e col giudice Livatino. Io sarò sempre con Falcone e Borsellino, come dite di essere tutti voi, ma sappiate che chi sta con loro deve stare anche con la Forleo, con Caselli, con De Magistris e con Gioacchino Genchi. Siate tutti coerenti, una buona volta!!! E non sciacquatevi la bocca col nome di Borsellino e Falcone, come fanno anche tutti quelli che votate e che avete portato in Parlamento.
E se poi davvero siete coerenti, prendete le distanze da chi succhia i vostri voti e la vostra ingenuità.
Qui di qualunquismo non ce n'è neanche un grammo: c'è solo rabbia e dignità.

Genchi"Caro Luigi, 
grazie a te e grazie ai tanti, tantissimi amici che mi siete vicino.
Il vero mio orgoglio siete voi, la vostra onestà e la vostra intelligenza.
Spero solo di rimanere all'altezza del tributo di fiducia e di solidarietà che sto ricevendo.
Vogliono farmi fuori a tutti i costi e non hanno ancora trovato la maniera migliore per farlo.
Spero non ricorrano ai rimedi estremi, posto che in molti dei loro "amici" sarebbero disposti ad aiutarli.
Intanto stanno tentando di uccidere il mio onore e la mia dignità e con questo stanno uccidendo la sete di Verità e di Giustizia del popolo italiano.
Complimenti per le tue canzoni. Anche questo è un modo di reagire e di rispondere alla loro arroganza ed alla sicumera di impunità con cui agiscono. Dovrebbero vergognarsi solo a guardarsi allo specchio. Ho ascoltato e visto il video della tua composizione "IL NEGAZIONISTA". Questo video andrebbe visto ed ascoltato in apertura di ogni seduta del Parlamento italiano, di quello europeo e dell'ONU. Andrebbe ascoltato e visto nelle scuole e nelle chiese, prima di ogni funzione religiosa. Parole semplici. Concetti
elementari. Immagini eloquenti per descrivere quanto di peggio c'è in Italia e nel mondo. Bravissimo Luigi! Sono proprio fiero di essere un tuo amico, anche se solo su Facebook.

Un caro saluto e ancora complimenti"


Gioacchino Genchi



PS:
questa sera, alle h 17:30 (replica alle h 22:30) sarò ospite per mezz'ora di "Palco 192", un programma condotto dalla cantautrice Cristina Casella su RADIO 192, ascoltabile in streaming su http://www.radio192.it.
Saranno mandati in onda 4 brani, con un'intervista radiofonica.



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categoria:tempo di riflessioni, tempo di politica e attualità
mercoledì, 25 febbraio 2009
CornaVorrei parlarvi brevemente del come e del perché, nel mentre mi trovo a volte a discutere amabilmente con graziosissime ragazze appena conosciute in comitive di amici comuni, a un certo punto codeste figliole abbiano un sobbalzo da film dell’orrore, mutando di botto espressione ed atteggiamento nei miei riguardi, non appena si appalesa il fatto che io sia di Galatone.

 

La prima volta accadde a Roma nel maggio ‘93.

All’epoca condividevo la mia stanza con Andrea, un aitante ragazzo calabrese mio coetaneo. Tutti nella vita abbiamo condiviso qualcosa con un qualche ragazzo calabrese. Così come tutti abbiamo avuto almeno una volta una fidanzata napoletana.


Per il concertone del 1 maggio a San Giovanni, al quale ci saremmo dovuti recare assieme, restava il problema dei mezzi pubblici, che quel giorno erano tutti fermi. Ma Andrea mi disse che non c’era problema, perché sarebbe venuta con noi la ragazza che lui frequentava all’epoca, più grande di lui (e quindi di noi) di almeno 7-8 anni. Lei aveva la macchina. Benissimo.

Il giorno del concertone, lei arrivò da noi nel primissimo pomeriggio.

Facemmo conoscenza, nacque persino un bel feeling, di quelli “sani”, almeno da parte mia (la ragazza invece… mi pareva un tipo fin troppo ammiccante…) e comunque restammo assieme in camera tutti e tre, per un paio d’ore, a chiacchierare di tutto. Dopodiché lei mi chiese di dove fossi, così per dire. Risposi “di Lecce”, come si usa di solito. La vidi impallidire e poi bloccarsi in un rigor mortis inaspettato e inspiegabile. All’improvviso sembrò guardare un puntino alle mie spalle, stralunata. Non mi pareva d’aver detto nulla di male. Mi sembrava molto spaventata. Ero in imbarazzo, perché non sono abituato a ingenerare paura negli altri. Continuò nervosa: “Lecce… di dove?”. Si stropicciava le mani. Cercai di abbozzare una risatina patetica, per stemperare la tensione creatasi. Cercai di dimostrarmi forzatamente gioioso di apprendere che lei, con quella domanda, avesse fatto capire di conoscere il Salento.
Di Galatone”, risposi col sorriso più artificioso della storia del cinema.
Lo conosci?”, conclusi.

In quel momento mi odiò. Ma il suo terrore fu più forte dell’odio.

E la trafisse con un urlo: “Nooo, cazzo, nooooo!!!”. Ruggì rabbiosa, disperandosi e battendo i pugni sul letto, con Andrea che cercava di calmarla. Ma che succede? Si può sapere che diavolo succede?

Capisco, c’è di meglio, di molto meglio…. forse Gallipoli.... Castro… Otranto… ma che cazzo, un po’ di rispetto per il mio paese, no? Quando si è a casa lo si massacra, ma quando si è fuori… guai a chi me lo tocca! Sempre così…

Si calmò un po’ e, guardando il pavimento, dette l'annuncio con aria funebre:
Il mio ragazzo è di Galatone”.

Ma vaff… e chi se ne frega!”, stavo per sbottare... Poi però mi trattenni. Li guardai meglio, tutti e due. E naturalmente capii all’istante.

Io ti devo chiedere un favore enorme: tu non mi conosci e non mi hai MAI vista, ok?”. Mi guardò molto decisa e intensa, con lo sguardo di chi non vuole soccombere. Me lo diceva anche con odio represso. Mi odiava in quanto galatonese, proprio. Rappresentavo il pericolo, la pistola alla schiena, la spada di Damocle, il mondo che pesava sulla (sua) schiena d’Atlante. Ero la rappresentazione vivente dei suoi sensi di colpa.

Volle subito sapere se lo conoscessi. Mi fece nome e cognome, anche se le costò come un prelievo sanguigno, anzi peggio, come la donazione di un organo. Ma doveva sapere: potevo anche essere suo… amico, in fondo. Il che per lei sarebbe stata la fine. Io invece non lo conoscevo assolutamente, anche se il cognome che mi fece è in realtà uno dei più comuni di Galatone.

Aggrottai le sopracciglia in uno sforzo mnemonico, mentre lei pareva annaspare, in quei secondi d’attesa, sotto una pressa in fabbrica, sentii il suo corpo torturato da feroci aguzzini. Alla fine scossi la testa, lei diminuì il voltaggio dell’odio, anche se solo per un po’. Poi, per tutta la giornata al concertone, rimase incupita e nera, guardandomi di sottecchi e probabilmente maledicendomi.

Fu la prima volta in vita mia in cui mi capitò di avere tra le mani un enorme “potere”. Qualche anima, molto vile e cinica, avrebbe anche potuto usare quest’enorme “potere”, persino come ricatto. Capii in quell’istante, per l’esperienza che stavo vivendo, come nascono i ricatti. Ero un 19 enne single, all’epoca, e desideroso di esperienze, perciò la mia fervida immaginazione fantasticava improbabili ricatti non certo economici, ma… sessuali nei confronti dell’affascinante signorina di qualche anno più grande. Ovviamente erano pensieri di pura fantasia, piuttosto innocui e campati in aria, che mi facevano anche sorridere, credo perché favoriti da vari cenni di Andrea all’inusitata focosità della ragazza, che pareva essere una specie di ninfomane.

 

Anni dopo, mi ritrovai in un locale romano con un amico cantautore. Mi fece conoscere la ragazza con cui quella sera sembrava essere scoppiato un feeling irrefrenabile. Fu subito gentilissima con me, affabile e alla mano. Scoprii che era salentina.

Pure tu?”, mi fece. “Sì!”. “Di dove?”. “Galatone”.

Cambio d’abito. Occhi strabuzzati, atteggiamento ostile, aggressività repressa, voglia di cantarmene quattro. Ehi, ma io che c’entro?

Oddio no, anche il mio ex era di Galatone! Cheppalle!!”.

Va bene, ma che vuoi da me? Datti una calmata, porcaccia la miseria.

Niente: serata rovinata, isteria mal celata, battute cattive.

 

Passa qualche anno ancora.

Stessa identica scena. Mio caro amico, presentazione della sua fiamma, bella simpatia reciproca, si sta bene tutti e tre, si passa una bella serata. “Di dove sei?”. Ehi, un attimo. Fàmmici pensare un attimo, di dove sono. Credi che sia facile saperlo? Ho il diritto di pensarci o le origini sono sempre tutte scontate?

Di dove sono in che senso? Da parte di papà o di mamma?”, rispondo serio, prendendo tempo.
Lei ride divertita: “Sei simpatico. Fa' come ti pare”.

Beh", inizio…. (ora me la prendo comoda, stavolta non mi fregate) "da parte di mamma sono… della provincia di Lecce…. di Nardò”.

Nemesi. Occhi di fuori della ragazza. Urletto isterico. Tremore. “Noooo, cazz…! Il mio ragazzo… il mio ragazzo... è di Nardò!”.

Ma vaffan…. So’ tutti cornuti ‘sti cazzu ti salentini?????

 

Da allora sono definitivamente apolide.




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categoria:tempo di riflessioni, tempo di cazzeggio, tempo di aneddoti
mercoledì, 18 febbraio 2009
Se per caso siete (già!) un po’ saturi di Sanremo (può anche darsi, no? Benigni c’era solo ieri, purtroppo), beh… avete una bella alternativa per questo mercoledì sera. Forse ve ne siete scordati… ma stasera è il compleanno di Fabrizio De André. Ne avrebbe compiuti 69.

L’alternativa che vi propongo è un programma radiofonico su "RADIO ONDA D’URTO", una radio lombarda (ascoltabile anche da internet in streaming), secondo me piuttosto carino e interessante, che "partendo" da Faber spazia anche sulla realtà civile e sociale che ci circonda. Lo vedete presentato qui sotto.

Anch’io sono stato invitato e sarò ospite del programma: sarà mandata in onda “Il negazionista” verso l'1 di notte e interverrò in diretta al telefono verso le 2:45.
Lo “special” si protrarrà fin quasi alle  del mattino e si chiama "BUON COMPLEANNO, FABER", è condotto da Gerardo Ferrara, parte alle ore 20 e va avanti fino a notte fonda, con tantissimi interventi di vari artisti, che partendo da Faber andranno poi anche a spaziare ad ampio raggio, fino ad abbracciare (con ogni probabilità) discussioni più universali, la coscienza sociale e le lotte civili e di piazza, dalla musica alla scrittura alla poesia.
In particolare mi ha invitato a partecipare Marialuisa Giordano (che lavora come ufficio stampa e che sarà presente in trasmissione): una persona eccezionale, vitale, di quelle anime di cui al giorno d’oggi c’è disperato bisogno, per dare linfa nuova a questa “stasi delle menti e delle speranze comuni”, che non promette proprio niente di buono.
E' una bella iniziativa, che sta coinvolgendo moltissimi artisti da tutt'Italia, che daranno il loro contributo con cover di Faber (ma non solo).
Ciascuno può intervenire, anche da casa, e dire la sua su Faber o sul mondo, tramite telefono o SMS o email.

Per chiamare in diretta: 030-45670
sms: 335-1220759
mail: musica@marialuisagiordano.
it


in streaming su:
www.radiondadurto.org


(cliccare su "ascoltaci")


PS
: mi onora il fatto non solo di partecipare, seppur in minima parte, a uno special su De André, ma di parteciparci non con una cover, ma con un mio brano, che così tanto è piaciuto alla redazione e in primis a Marialuisa. Che il buon Faber mi perdoni, ovunque sia!

PS2: Ringrazio infinitamente il sito http://www.ucuntu.org  e Fabio Michele D'Urso per avermi dato l'onore di inserire il video fotografico del mio brano in homepage.


                                                   IL NEGAZIONISTA


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categoria:tempo di musica, tempo di riflessioni
lunedì, 26 gennaio 2009

Giorgio2Ieri ne avresti compiuti 70. Auguri e buon compleanno, caro Giorgio.
Per certi versi 70 mi sembrano un bel po', specie se penso alla tua vitalità dirompente, a quel corpo dinoccolato che tutti ricordiamo dimenarsi come una giovane marionetta sui palchi e nei teatri di tutt'Italia, pieno di un'energia ed un'espressività fisica che ha fatto scuola. Ma a ben rifletterci... 70 per te mi sembrano anche abbastanza pochi. Per il modo intensissimo in cui hai vissuto la tua vita, specialmente a livello intellettuale. In fondo son già sei anni che ci manchi: hai inciso le tue prime canzoni cinquant'anni fa, hai condotto già 25enne trasmissioni televisive di successo in prima serata sulla RAI. Hai vissuto molto, di musica, d'arte, di teatro, di poesia, hai incontrato le persone e gli artisti più svariati, hai persino fatto cinema recitando con Benigni ("Il minestrone"), hai scritto cose leggere negli anni '60, pur sempre originali, ma poi via via sempre più ficcanti, più accattivanti, più intelligenti, più sostanziose, più colte, più impegnate, più coraggiose. Hai osato, sempre. Sei sempre stato vivo perché "in movimento", prima mentale e poi fisico. Senza mai disdegnare o trascurare o abbandonare o snobbare, in questa immensa, incessante e graduale maturazione artistica, quell'ironia tagliente e a tratti amara che ti caratterizzava e che poi ti avvicinava tanto alla gente e al sentire popolare.

Della morte, quella che sei anni fa ha voluto stringerti la mano e portarti con sé per sempre, hai parlato molto, nelle tue opere, monologhi e canzoni. Ne hai parlato per esempio ne "Il suicidio", ne "Il cancro", in "Gildo", e in mille altre canzoni e monologhi. Ma ne hai parlato anche in modo figurato, come in "Qualcuno era comunista" (morte di un sogno o ideale) o ne "Il dilemma" e ne "La cosa" (morte di un amore).

Qua sotto c'è un monologo (mai ripreso dalle telecamere negli spettacoli), molto drammatico, tratto da
 "L'insolito commiato del Signor Augusto", dello spettacolo Parlami d'amore Mariù e letto qui a Roma nel '96 in un convegno dal titolo "Coscienza della morte".

Ti saluto con affetto, ovunque tu sia.

Taglio.






Le ultime interviste al sig G

Su i pro e i contro della censura:




Sui dubbi e le (poche) consapevolezze delle persone di oggi:




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categoria:tempo di musica, tempo di diario
martedì, 20 gennaio 2009

Scartabellando nelle scartoffie della mia casa di Galàtone, ho ritrovato (in coda a una videocassetta) un filmato emozionante, della cui esistenza m'ero del tutto scordato.
Sono un amante degli archivi, degli oggetti d'epoca, ma soprattutto... ho sempre amato i ricordi, e non solo "foto" o "video": molti sanno che colleziono per esempio "reperti" audio di ogni tipo, da molto tempo, ecco anche perché amo registrare la voce delle persone. E non solo delle persone. Mi piace scoprirci qualcosa di poetico, in queste mie passioni, come era poetico quel meraviglioso finale de "Il postino" di Troisi, con la registrazione dell'audio del vento, delle onde e di altre cose incredibili.
Il ritrovamento miracoloso e inaspettato di questo filmato dei primi anni '70, e la sua visione, mi hanno fatto provare delle emozioni molto forti, simili forse a quelle del protagonista (ormai adulto) di "Nuovo Cinema Paradiso", Salvatore, che tornando nel suo paesino siciliano di Ciancaldo si ritrova in mano una pellicola vecchia in b/n, con tutti i baci "censurati" dell'epoca. E si mette a guardare commosso quel filmato.
Le mie sensazioni sono state simili.
E auguro a tutti quelli nati negli anni '70 o prima (perché poi dopo gli '80 è invece probabile ce ne siano di più, in giro, di 'sti video, nelle case di tutti) d'avere tra le mani un simile ricordo della propria infanzia. O scovarlo da qualche parte, in qualche vecchia soffitta impolverata, che per anni ha custodito in silenzio preziosi tesori.






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categoria:tempo di diario, tempo di aneddoti
venerdì, 16 gennaio 2009

Stasera sono stato ospite del TG di MyBoxTv, questa fantastica "avventura" web-televisiva ideata da un po' di anni con grande passione da mio cugino Michele, a cui ormai tutta la popolazione di Galàtone (nonché ormai anche buona parte di quella salentina) è profondamente grata.
Nello specifico, il telegiornale è un'idea in fondo abbastanza recente, di appena un mese fa, ma a giudicare dagli ascolti, è in assoluto l'idea migliore che sia fin qui venuta a Michele.
Eccezionale poi la professionalità, sia del direttore del TG Mauro Longo, che di Enrico Longo con la sua saggia "Postilla" del venerdì sera, che dei vari ragazzi della redazione, tra i quali spicca questo incredibile talento, appena 19enne, che si chiama Daniele Colitta. E' preciso, spigliato, professionale, sembra un veterano. Stasera toccava a lui condurre il TG e m'ha fatto molto piacere chiacchierare con lui in questa breve intervista (che nel video parte dal minuto 1'23").






PS: Ne approfitto per lasciare di nuovo qui la lunga intervista di oltre 30',
sempre per MyBoxTv,
che l'attuale direttore dl Tg, Mauro Longo,
mi fece esattamente un anno fa.







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categoria:tempo di musica, tempo di diario
mercoledì, 31 dicembre 2008

Ci siamo, ragazzi: è agli sgoccioli anche questo 2008.
Ci sarebbe tanto da dire, anche perché  su questo blog sto da parecchio tempo trascurando i miei pensieri "in generale" sulla vita, il mondo, le persone. Del resto, non avendo io un vero sito musicale su cui scrivere, né un vero forum sul mio percorso artistico, ho trasformato via via il mio blog in un appassionato "sito-diario musicale". Qualcuno c'è rimasto male, qualcun altro s'è addirittura infastidito. Come se venire qui dentro fosse un obbligo o una ricetta del medico. E' il mio blog e scrivo quello che mi pare. Non voglio avere vincoli, comunque, e di sicuro (quando mi capiterà) scriverò ancora di tutto ciò che mi frulla per la testa, quindi non solo dei miei concerti o appuntamenti musicali. La vita è un'onda, si sa, ora è così, già da domani potrei non scrivere più una sola riga di ciò che faccio su un palco. E' anzi molto bella questa potenziale varietà, quest'assenza di percorsi prefissati e scontati. Ora è così, domani... chissà!!

Farò ora un riassuntino delle mie emozioni musicali del 2008, che sono state tante, varie e che mi hanno fatto crescere.

Il 2008 resta per me, musicalmente, l’ennesimo (pur importante) “anno di passaggio”.
Eppure, anche se in concreto non ci sono state delle svolte epocali per quanto riguarda il mio percorso artistico, è stato comunque l’anno in cui mi sono dato un po’ più da fare e in cui ho fatto in assoluto più cose in giro, fin da quando a 17 anni ho iniziato a scrivere canzoni e a suonare.
Una dozzina di passaggi/interviste in radio e oltre una trentina di esibizioni o concerti, sparsi qua e là per l’Italia, in fondo non li avevo ancora mai vissuti.

Spulcio un po’ nei ricordi musicali… dunque.


Luis primo piano al VenerdrinkAl primo posto (per complessità, intensità di emozioni, impegno mio personale, pubblico presente, spirito d’avventura e magia generale) di questo 2008 amerò sempre ricordare 3 serate speciali e uniche a Padova, Grottaglie e Firenze: 3 lunghi concerti acustici (nelle prime due città addirittura da solo), tre spettacoli molto diversi tra di loro, per scaletta, sapore e impostazione, che per me son state le esperienze più importanti dell’anno, anche perché lontano da Roma e con un pubblico per me del tutto nuovo, per fortuna rispettoso e attento.
A ruota, citerei il mini-concerto di maggio al “Foollyk” di Roma con Dario Esposito alla batteria e Donnigio al basso, per la vittoria dell’Inauditi Contest di Radio Sapienza, nonché le due stupende serate al "ConteStaccio" (e la prima sempre con Dario e Don).
Non posso poi non menzionare la meravigliosa puntatina in Emilia di luglio, ospite a casa di Alessandra e Federico, con l’affascinante concerto acustico in una campagna di Novellara e il (prestigioso) set di 8 brani, del giorno dopo, a Castel D’Ario, sullo stesso palco di Nico di Palo e Mariella Nava al “Festival Analcolico” del mitico Alex Sbarbada.
Le “ospitate” di marzo al "Festival Gaber" marchigiano di Acqualagna e di novembre al M.E.I. di Faenza completano i miei ricordi più dolci e intensi, assieme a quella magica viola di Carmine Fanigliulo al “Venerdrink” di dicembre e alla scoppiettante performance di Bac(cassino) nell’Omaggio al sig. G di fine anno a Copertino.
E ancora, altre immagini e vibrazioni che mi percorrono il cuore, la pelle e gli occhi:
a maggio la telefonata di stima e attenzione della “Fondazione Gaber”, con la bella conversazione con Sara Serafini; i miei brani su Isoradio e Radio 105; i duetti alla chitarra, i pranzetti e le chiacchiere col “cugino” Patrizio Maria e i suoi ricordi di Ivan Graziani; il duetto con Luca Bussoletti in “Generale” al Lettere Caffè, con me a maltrattare un pianoforte; il basso “parlante” di Pasquale Chirivì che mi accompagna a luglio in Piazza Crocifisso; le lunghe amabili discussioni musicali con Donnigio, Dario Esposito, Federica Baioni, Nicco Verrienti e Giulietta, Marilena Catapano, Lorenzo Piscopo, Luca Maciacchini, Carmine Torchia, Daniele Sarno, Andrea Paglianti, Tiziano Orecchio, Dejan, Frank Head e Giammario Fontana; l’umanità senza fine delle “mie” famiglie Catapano e Mazzitello, che mi hanno accolto come un figlio, ospitato o aiutato o sfamato con amore; le varie finali di bei concorsi musicali; i paesaggi cangianti dal finestrino del treno o del pullman, coi pensieri galoppanti come cavalli bianchi; le mille facce che ho visto; le scalette da inventare e cambiare ogni volta; la speranza; la presenza infinita e amorevole di Manuela; la “forte” dolcezza di Ella e di Cinzia; gli occhi di Claudia; il cuore puro di Angie; l’affetto incessante di Nadia, Chiara, Dani e delle mie “nipotine” Paddy e Feffe; la fratellanza di Fra e Gian Luigi; la cioccolata; le crostate; i plettri persi e l’immancabile capotasto a molla; le mie armoniche; i libri portati in giro e non letti per mancanza di tempo; l’odore della vita.

Sì, ciò che ho sempre amato e inseguito, in un “percorso musicale”, è quel suo rappresentare in realtà uno dei più affascinanti percorsi di vita che una persona sensibile e curiosa possa desiderare di affrontare.
A volte (lo confesso) mi sento come in un videogame o meglio in un film d’avventura di Spielberg.
Incosciente, pazzo… No… Forse... non sono mai stato così "vero" come ora. Se tutti avessero la forza di viaggiare dentro sé stessi, forse assisteremmo a un’umanità in cammino e forse finirebbe finalmente questo eterno carnevale, coi vestiti di maschera o di scena gettati via nel fiume.

Proseguo a piedi.
Mi immagino per terra un viottolo sterrato tra l’erba; poi tiro dritto nella foresta, cerco di evitare i crepacci e di sopravvivere, guardo il tramonto, scavalco i muri di pietra, mi sforzo di trovare una benedetta strada nella giungla. E, mentre cammino, vedo cascate, ruscelli, fiori multicolori, nuvole bianche, alberi secolari, animali selvatici e ascolto melodie celestiali.
Oh, non uso droghe eh!
Vi aspetto nel bosco, ci sono delle more buonissime.

Buon 2009 a tutti voi e soprattutto... buona vita!



Elenco CONCERTI e ospitate:

03 gen 2008 – Refettorio convento Madonna Grazia (Galàtone) per l’associazione culturale "A LEVANTE"
29 gen 2008 – LETTERE CAFFE’ (Roma) - ospite dei cantautori Calabresi-Ratini-Could
02 mar 2008 - ospite “GABER FESTIVAL” di Acqualagna-Pesaro
13 mar 2008 – FOOLLYK (Roma) - PROVE APERTE
17 apr 2008 – FOOLLYK (Roma) - apertura concerto DANIELE SARNO
25 apr 2008 - TEATRO di Bitonto-BA, fasi finali di “CANTAUTORI BITONTO SUITE
15 mag 2008 – FOOLLYK (Roma) - MiniCONCERTO in Triade, serata "Inauditi Contest" (Radio Sapienza)
17 mag 2008 – FAENAS CAFE’ (Roma) - ospite del set di Giulia Anania
01 giu 2008 – TEATRO BINOTTO, Montebelluna (TV) fasi finali del CONCORSO “RACCONTI” - Villa Correr Pisani
05 giu 2008 – FOOLLYK (Roma) - serata di chiusura stagionale (in trio, con Donnigio e Dario Esposito)
21 giu 2008 – SoundExpo di Verona - semifinali “Premio Claudio Mazzitello
06 lug 2008 – Cariati (CS) - FINALE “Premio Claudio Mazzitello"
15 lug 2008 – Sersale (Cz) - semifinali “Musica Controcorrente”
19 lug 2008 – IL BOTTEGONE DELLA CLEM a Novellara (RE) - "CONCERTO SOLO ACOUSTIC"
20 lug 2008 – Castel D’Ario (MN) - MiniCONCERTO al “Festival MUSICALE ANALCOLICO
25 lug 2008 – Piazza Crocifisso, Galatone, "Rock from the stars", con Pasquale Chirivì al basso
08 ago 2008 – Castello Episcopio di Grottaglie (TA) - Spettacolo “C’E’ SEMPRE UN’ISOLA NEL MARE”
14 set 2008 – Sezze (LT) - FINALE concorso "Musica Controcorrente" (in trio con Don e Dario)
25 set 2008 – LETTERE CAFFE’ (Roma) - ospite di "DEJAN E LA PARTE REALE" (duetto con Luca Bussoletti)
01 ott 2008 - ARAN PUB "Liveaccio" (Roma), con Patrizio Maria e Marco Biancolella alle chitarre
15 ott 2008 – ARAN PUB "Liveaccio" (Roma), con Donnigio al basso
18 ott 2008 – "FAHRENHEIT 451" di PADOVA - CONCERTO SOLO ACOUSTIC (apertura: Andrea Paglianti)
19 ott 2008 – CONTESTACCIO di Roma - Set con band (con Donnigio e Dario Esposito)
23 ott 2008 – PRIDE (Roma) - ospite del concerto di Patrizio Maria
25 ott 2008 – da “SILVANO” (Roma) coi cantautori
12 nov 2008 – ARAN PUB - "Liveaccio" (Roma)
16 nov 2008 – ANTICA ROMA (Roma) - ospite del concerto di Carmine Fanigliulo.
23 nov 2008 – CONTESTACCIO di Roma - Set solo acustico
30 nov 2008 – Faenza (Rv) - M.E.I. - Meeting Etichette Indipendenti
12 dic 2008 - DIMMIDISI' (Roma), "Venerdrink" (con Carmine Fanigliulo e Patrizio Maria).
14 dic 2008 – Auditorium “Stensen” di Firenze - CONCERTO con Donnigio per "Verso M.A.G. Firenze"
17 dic 2008 – ARAN PUB "Liveaccio" (Roma), con Patrizio Maria alla chitarra, serata finale natalizia
27 dic 2008 – I SOTTERRANEI di Copertino - OMAGGIO AL SIG. G (con A. Baccassino)



RADIO E INTERVISTE:

25 gen 2008 - MYBOXTV - VIDEO INTERVISTA di Mauro Longo
27 feb 2008 – ISORADIO - in onda “QUESTO TEMPO CHE HO” e cenni biografici (by Elisabetta Malantrucco)
28 feb 2008 – RADIO WEB COSENZA - Un brano in onda e cenni biografici (by Novella)
06 giu 2008 - RADIO LUISS, “Aula M”: ospite in studio e intervista
08 giu 2008 – MINI RADIO WEB, Intervista VIDEO (by David Del Bufalo)
14 giu 2008 - RADIO T.N.A. “InBlu” di Terni, ospite in studio
17 ott 2008 – RADIO LUISS: AULA-M con Dottor Fra e DEJAN
28 ott 2008 – COMIC RADIO, ospite in studio di “SA’ REMO FAMOSI”
31 ott 2008 - RADIO LUISS: AULA M, ospite in studio con PATRIZIO MARIA
27 nov 2008 – RADIO 105, “Tutto Esaurito”, in onda “RAI LIBERA!”
16 dic 2008 – ONDARADIO, ospite telefonico a "POCOMOSSO": breve intervista di Vinvè e brano in onda
16 dic 2008 – RADIO INDISOUND, ospite serale di "IO TU NOI TUTTI", programma webradio di Ella e Giammario Fontana.


Mia intervista a "ONDARADIO" (16-12-08):

 

Vi aspetto il 3 gennaio all'ex Camelot
per l'anniversario della nascita di A LEVANTE !!
Ci saranno Baccassino, Luigi Bruno e Pasquale Chirivì.
Ci divertiamo con tanta musica.

Locandina Anniversario A LEVANTE

postato da: luimariano alle ore 17:55 | Permalink | commenti (6)
categoria:tempo di musica, tempo di riflessioni, tempo di diario, tempo di aneddoti
venerdì, 19 dicembre 2008

3116219667_c0daf621de_mLuis e Don allFra, Luis e Don al ritorno a Roma

 

 

 


Un altro splendido weekend carico di emozioni. Le ennesime. E, a rifletterci, pure tra le più belle e intense dell’anno (nonostante i gravi inconvenienti che citerò, sia venerdì che domenica). Ogni volta però mi sorprendo molto, di queste emozioni, come quando i bambini fanno oohh.

In fondo la musica la utilizzo, oltre che (attualmente) come “lavoro” o come imprescindibile strumento di comunicazione, valvola di sfogo e di espressione, proprio come straordinario “moltiplicatore esponenziale di emozioni”, di cui mi nutro come un neonato del latte mammario. Dico “moltiplicatore” perché poi intorno all’evento musicale in sé, che si consuma in quell’ora e mezza su un palco e che senza dubbio t’inietta siringoni di forza e felicità, c’è poi (com’è facile intuire) tutto un imprescindibile contorno, fatto di persone, situazioni, viaggi, panini, spaghetti, biscotti, facce, incontri, occhi, discorsi, svisceramenti, abbracci, speranze, piccoli scazzi, paure, baci, strette di mano, condivisioni, discussioni, problematiche da risolvere, logistiche, tempistiche! E’ vita, insomma. Non si finge più di vivere, come quando si guarda per tutto il giorno, dalla propria finestra, l’insegna rotta del negozio di fronte, col rumore gracchiante della tv accesa che manda in onda l’ennesimo squallore serale. No. Quando si prende una chitarra a tracolla, un borsone e si sale su un treno per andare a suonare le proprie canzoni, è come tuffarsi (a pesce) in un mare intenso, carico di colori in ogni gesto, scendendo sul fondale e riemergendo a galla carichi di tesori nascosti e inaspettati, da riporre con cura nella stiva dell’anima, oltretutto convinti che ci serviranno in futuro.

 

venerdrinkmaria-marianoRoma, VENERDRINK al "DimmiDiSì"
(venerdì 12 dicembre 2008):

La terza edizione della rassegna “Venerdrink”, stavolta quella autunnale, che da un anno ospita ogni venerdì, dalle h 19 alle 21, artisti di spicco del panorama della musica emergente romana e non, è stata organizzata (dai miei tre amici cantautori Nicco Verrienti, Michele Amadori e Luca Bussoletti) davvero in grande stile, rispetto alle due passate edizioni: innanzitutto il locale è fantastico, ossia il “DimmiDiSì” di S. Lorenzo. Ambiente molto spazioso, salottini, puff, immagini a colori proiettate su una delle pareti laterali, pre-cena buffet, ottima acustica della sala, ottimi fonici, bel palco rialzato (con pianoforte a mezzacoda sempre fisso), atmosfera elegante senza essere troppo fighetta. Proprio una situazione ideale per chi voglia suonare in acustico, perché c’è grande attenzione di chi ascolta e non si assiste a quell’insopportabile brusìo di sottofondo, tipico di molti locali.


Io e il “cugino” Patrizio Maria siamo stati i cantautori ospiti della serata del 12 dicembre, dividendoci una mezz’ora di brani a testa, preceduti dall’esibizione del mio caro amico Carmine Fanigliulo, che ha fatto da “starter” con grande classe, cantando 3 suoi brani con l’ausilio della mia chitarra.
La serata però è partita sotto i peggiori auspìci, per via dello “stato di calamità” cittadina proclamato dal sindaco, col Tevere a rischio inondazione. Questo ha comportato (in mattinata) giustificati timori, da parte di gestore e organizzatori, di assistere inermi a un classico flop, col locale del tutto vuoto e la gente rintanata nelle case sotto i piumoni, al punto da pensare a un saggio annullamento dell’evento. Poi si è deciso per il sì, e alla fine le 20 persone presenti durante la serata, data anche la presenza del biglietto d’entrata, a me sono apparse un miracolo vero. Moltissimi forfait di amici sono stati anche dovuti a malanni, raffreddori, influenze, febbri di ogni tipo. O a pura sfiga, come quella della “mia” fotografa Barbara, che è rimasta fuori casa. O al traffico impazzito e ai cospicui spostamenti metropolitani, com’è capitato alla sorellina Angie (accorsa da Firenze!!) ch’era coi suoi tre amici di Monteverde, e che è giunta (con loro) purtroppo a serata conclusa. Sono però stato molto felice di vedermi davanti all’improvviso Claudia, Cecilia e Pino con un’amica, che poi son rimasti molto colpiti da tutta l’atmosfera (locale, esibizioni, contesto).
Luis e Carmine alla violaIl punto più intenso della mia esibizione è stato sicuramente “Questo tempo che ho”, all’inizio del quale ho chiamato sul palco l’amico Carmine ad accompagnarmi alla viola. E lui, da maestro qual è, ha tirato fuori delle note da farmi contorcere le budella. E’ stato uno dei personali momenti più importanti di questo mio anno di concerti, e di sicuro la migliore versione mai eseguita dal vivo del brano in questione. Pare che questa forte emozione, da me vissuta sul palco, sia arrivata comunque molto a tutti i presenti, visto che alla fine chiunque non faceva che citare quel brano con la viola.

Davvero un peccato che io non abbia potuto invitare alla serata il “nunno” Pinuccio, casualmente a Roma venerdì scorso a mia totale insaputa. Ringrazio la sorellina Angie, che avevo lasciato a Bagno a Ripoli 15 giorni prima, e che mi ha ugualmente fatto restare senza fiato, portandomi altri incredibili regali, sia in oggettistica che in… dolci!

 

                                 scaletta “Venerdrink”:

1. IL GIORNO NO

2. IL RAGAZZINO DELLA CASA ROSA

3. IL NEGAZIONISTA

4. RAI LIBERA!

5. QUESTO TEMPO CHE HO (con Carmine Fanigliulo alla viola)

6. IL SINGHIOZZO (con Patrizio Maria alla seconda chitarra acustica)

Patrizio Maria, Carmine Fanigliulo e Luis

 

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Luis e Don seppia di sbiecoFirenze, CONCERTO in duo acustico con Donnigio

(14 dicembre 2008):

Flavio, Francesco e Mirella.
Era inevitabile partire con loro, in questo affettuoso diario fiorentino, ed esprimere un sentimento spontaneo, che mi abita da sempre, ossia la gratitudine.

Flavio ha fatto il mio nome agli organizzatori, s’è sobbarcato (senza doverlo) lo stress e la preoccupazione della responsabilità del concerto, ci ha ospitato a dormire e persino sfamato (col supporto della gentile Gabriella)!!

Francesco è stato un “roadie” commovente: amico, fratello, autista, portantino, fonico, tecnico delle luci, consigliere, commentatore, risolutore di problemi, fotoreporter e videoreporter. Volete qualcos’altro?
E va bene: laziale perso.

Mirella è stata così gentile da prestarci il suo eccellente impianto d’amplificazione, comprensivo di mixer. Le sono grato, anche perché non mi conosceva personalmente, ma solo via web.


E’ stata una domenica bellissima.
cupola dalla finestraLe prime immagini che mi vengono in mente sono di calda familiarità: in cucina, a pranzo da Flavio, a Firenze.
O la notte dopo il concerto, sempre in quella cucina (presente anche Gabriella), a mangiare dolci e tè, con me in pigiama (versione del tutto inedita, che la dice lunga…).
O il viaggio e le chiacchiere in auto con Fra e Donnigio, sia all’andata che al ritorno.
O la cupola del Brunelleschi, che entra direttamente nella finestra della camera da letto di Flavio, come un quadro (vedi foto).
Sono le immagini e le atmosfere che, al di là dell’esperienza del concerto, mi porterò poi dentro.
Sono le emozioni più delicate, più vere, più profonde.
Quelle che scaldano il cuore nel ricordo.


Luis contorsionistaIl concerto all’auditorium Stensen però, sia chiaro, era praticamente… saltato! Eh sì: perché saltava (nel senso che s’interrompeva) la corrente delle varie prese elettriche ogni qual volta Fra e Don vi attaccavano mixer e finale delle casse. Dalle h 16 alle 18, per ben due ore, in un’indifferenza pressoché totale degli organizzatori dell’iniziativa (che doveva illustrare la nascita di cooperative bancarie solidali a favore del “credito senza speculazione”) è stato tutto un supporre, un pensare alla “soluzione” tecnica, un chiamare vari cellulari e presunti esperti, un’abbuffata di opinioni (come direbbe il sig G), che però non hanno ahimè portato a nulla: la corrente proprio non arrivava alla presa elettrica e dunque, con nostro profondo disappunto, avevamo pressoché gettato la spugna. Il concerto, senza amplificazione, sembrava annullato.
Il caro Daniele Sarno, che senza il diluvio sarebbe venuto, si informava con affetto via SMS degli sviluppi, ma gli rispondevo sconsolato.

Dalle h 18 alle 20:30, la conferenza si è trascinata (un po’ stancamente) con vari filmati, fino all’intervento del matador finale, lo scoppiettante don Andrea Gallo, che ha fatto risalire di botto l’attenzione e l’adrenalina, in un intervento frizzante, ironico e profondo, che definirei una vera e propria “performance”!

Però, per tutta la durata della conferenza, ho preferito stare in un caffè dei dintorni, un po’ sconsolato per i problemi tecnici, a chiacchierare con dei cari amici giunti addirittura da La Spezia a salutarmi e a sentirmi, ossia il bloodbrother Gian Luigi Ago e la sua deliziosa compagna Claudia, una coppia che io adoro e che non vedevo da oltre un anno (21 settembre 2007, concerto de “LA BANDA DI TOM JOAD” a Rimini). E’ stata anche l’occasione per conoscere un artista eclettico come Massimo Blaco, anche lui gaberiano doc e amico di Gian Luigi.

Quando poi alle h 20 siam tornati all’auditorium, sono arrivati alla spicciolata, durante la cena buffet, tutti gli altri amici fiorentini o pratesi che avevo invitato, ossia: la “mia” famiglia Catapano (mancava solo Mari, influenzata! Mannaggia), con Giovanni, Rosa, Angie e Debora; Daniela e Alessio; Paola. E tutta una serie di altri loro amici al seguito, che si sono aggregati costituendo quello che con orgoglio posso a ragione chiamare il “mio pubblico fiorentino”. Dico con orgoglio anche perché non avevo mai suonato a Firenze prima d’ora, eppure c’erano tutti quei cari amici attorno, che m’hanno fatto sentire a casa e fatto scordare la sgarbatezza indifferente degli organizzatori.

Avrete capito che poi i seri problemi elettrici si sono risolti come d’incanto all’ultimo momento, e grazie all’ennesima intuizione vincente dell’ulisse di tutti roadies laziali, il solito mitico Fra. Cosicché, appena prima delle 21, io e Don siamo partiti. Oh, non sembrava vero!

Luis bianco e nero con Don


Un grazie di cuore al mio fedele amico Donnigio (molto più, come da tempo tutti sanno, che un semplice musicista), che s’è alternato tra basso e chitarra acustica, e a tutti gli amici accorsi all’auditorium, che sostengono con stima e affetto i miei sogni.

 

      Scaletta auditorium STENSEN:

  1. IO NON MI SENTO ITALIANO (Gaber) 

  2. SOLO SU UN’ISOLA DESERTA  (L. Mariano) 

  3. IL FANTASMA DI TOM JOAD  (Springsteen) 

  4. NON SO PIU’  (Gaber) 

  5. IL NEGAZIONISTA  (L. Mariano)

  6. EDOARDO  (L. Mariano) 

  7. TRENO CHE PORTA GIU’  (Springsteen) 

  8. UN’IDEA (Gaber) 

  9. IL SINGHIOZZO  (L. Mariano) 

10. L’UNTORE  (L.Mariano) 

11. IL FIUME  (Springsteen) 

12. L’ODORE (Gaber) 

13. E LA GENTE MUORE  (L. Mariano)

14. IL GIORNO NO (L. Mariano)  

15. NON INSEGNATE AI BAMBINI  (Gaber) 

16. ATLANTIC CITY  (Springsteen) 

17. QUESTO TEMPO CHE HO  (L.Mariano)

18. IL PACIFISTA  (L. Mariano) 

19. COS’AVREBBE DETTO GIORGIO? (L. Mariano) 

20. RAI LIBERA!  (L. Mariano) 

 

Luis bianco e nero2a 


Qualche video del concerto:


                                                          NON SO PIU' (GABER)



                     IL FANTASMA DI TOM JOAD  (Springsteen)



                                                            IL SINGHIOZZO



                                                                    L'UNTORE



                                                                   UN'IDEA  (Gaber)



                                                                   L'ODORE  (Gaber)



                                             QUESTO TEMPO CHE HO



                                                              RAI LIBERA!!




postato da: luimariano alle ore 08:57 | Permalink | commenti (3)
categoria:tempo di musica, tempo di diario

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