Ero stato a suonare a Padova a ottobre, per una sola data (al Fahrenheit 451), e m’ero trovato benissimo. “Ritornerò, e voglio farlo spesso!”, mi ero ripromesso. Sto rispettando quella promessa.
Neanche questo mini-tour padovano di fine maggio, da me così atteso, ha infatti deluso le aspettative e s’è anzi rivelato ogni giorno ricco di una miriade di (piccole e grandi) sfumature, spesso non previste o immaginate, che hanno reso l’esperienza davvero unica, densa, profonda e appagante.
Cerco di dare e ricevere emozioni, da sempre: si sa. E in questi 4 giorni le ho date e ricevute sia a livello artistico-musicale che a livello umano. Grazie soprattutto ai miei amici fraterni e preziosi: Andrea Paglianti e Domenico Calabrò, grandi persone prima che grandi artisti, che mi hanno ospitato in casa per 4 giorni, scortato in auto, dato dritte, prestato all’occorrenza l’impianto, accompagnato con gli strumenti, sfamato, fatto scoprire Padova e persino riempito di regali.
Cos’ho fatto per meritarmi questo? Me lo chiedo ogni tanto.
Grazie di cuore anche al mio piccolo, ma meraviglioso, pubblico padovano, formato tutto da gente profonda, intelligente e sensibile, come il travolgente e simpaticissimo Nicola (mitico fotografo, un artista dello scatto!!) o come Andrea Mega (galatonese trapiantato a Padova), arrivato con la sua bella comitiva; o come il “fratellino” gaberiano Carlo Cavallaro, accorso col suo amico Andrea Garavello; un pubblico composto anche di (nuove) amiche molto in gamba, come Elisa, Raluca e Chiara; un pubblico che inizia a prendere piano piano forma e consistenza davanti a me (ne ho avuto maggior consapevolezza soprattutto l’ultima sera), dispensando affetto, attenzione e stima nel modo in cui io ho sempre sognato.
DIARIO
28 maggio, “PIXELLE” (prima di Vladimir Luxuria):
La prima sera ho suonato al “Pixelle”, un posto molto carino, coi puff colorati, non grandissimo, e stracolmo per la presentazione del libro di fiabe di Vladimir Luxuria.
Betta (del locale) m’ha chiesto di iniziare abbastanza prima, per evitare sovrapposizioni della coda del mio spettacolo con l’arrivo di Luxuria.
Verso le 21:15 sono dunque partito, cantando una dozzina di miei brani e in mezzo ho inserito qualche cover gaberiana. Ho tra l’altro terminato con “Non insegnate ai bambini”, proprio per riallacciarmi un po’ al tema fiabesco della serata.
C’è stato molto rispetto e attenzione per me da parte di tutti i presenti, molti parevano anche piuttosto divertiti dai brani più ironici. Ho terminato dopo solo un’ora, perché così m’è stato chiesto, anche se Luxuria è arrivata più tardi e avrei potuto continuare ancora per un bel un po’.
I miei amici Andrea e Domenico sono arrivati alla fine, perché non sapevano di quest’anticipo. Abbiamo presenziato un po’ alla presentazione del libro e poi siamo andati a prendere dei gelati fantastici. Io del resto ero cotto per il viaggio e dopo son crollato sul materasso (al primo piano del letto a castello, nella stanza di Domenico).
29 maggio, "FAHRENHEIT 451":
Il venerdì, tutto dedicato al tributo a Gaber e Springsteen, pur essendo, delle quattro, la serata con meno gente (del resto il locale era molto più grande del Pixelle, e inoltre c’era una festa universitaria proprio dirimpetto) e forse anche l’artisticamente meno riuscita (per vari motivi), mi ha lo stesso reso strafelice, sia per l’opportunità che ho avuto di conoscere una ragazza speciale come Elisa (amica di Domenico), e sia per l’inaspettato arrivo a sorpresa di Alberto Cantone, raffinatissimo cantautore accorso apposta da Treviso a sentirmi, con cui (prima del concerto) ho trascorso un’oretta a passeggiare nella zona del Portello, chiacchierando di storia, letteratura, sociologia, animo umano e, naturalmente, musica. Un piacere immenso. Alberto e Domenico mi hanno dato una mano decisiva nel soundcheck. Ho fatto un 40’ di Bruce in italiano (forse troppi) e oltre mezz’ora di Gaber, terminando con un medley fino a Barbera e Champagne.
Per la prima volta ho eseguito dal vivo “Verso il terzo millennio”.
Il set di Gaber, a quanto mi hanno detto, è stato molto più convincente.
30 maggio, "FAHRENHEIT 451" (con Domenico Calabrò):
Nel pomeriggio di sabato, mentre Domenico era a un saggio coi suoi allievi e Andrea al lavoro, mi son fatto un ampio giro nel Centro, tra l’altro disseminato dei soliti manifesti elettorali. E, partendo da piazza Garibaldi, sono giunto fino all’immensa Prato della Valle.
Nella tarda mattinata, mentre stavo provando la scaletta per la sera, Domenico aveva manifestato l’intenzione di volermi accompagnare alla seconda chitarra in qualche pezzo, suscitando il mio entusiasmo. Alla fine i brani in cui Domenico m’ha “supportato”, arricchendoli e abbellendoli con eccezionale gusto e maestria, sono risultati addirittura una decina!! Un regalo bellissimo, il suo, e non certo l’unico del mio viaggio padovano!! Ho inserito in scaletta anche due chicche: “La stella di Johnny”, vecchio brano del ’96, la storia ineluttabile di un uomo inquieto, in fuga da sé stesso, che 7 anni fa piacque molto a M. Bubola; e l’inedito “Ciò che mi blocca”, un pezzo intimista che adoro cantare, ma che ritengo ancora da migliorare e completare. L’ora e un quarto di concerto è terminata con la goliardica “Canzone di rottura”. Avete rotto il caaaaaaaaaa… J
Dopo il concerto, arriva Nicola con la macchina, prende me e Domenico, e ci porta in un pub carinissimo con tanti altri suoi amici. Faccio finalmente la conoscenza di Luca Francioso, ragazzo e chitarrista fenomenale. E poi di Chiara e Raluca, che mi sono subito simpatiche e che rivedrò la sera dopo alla Rana Margaux.
31 maggio, "RANA MARGAUX" (con Domenico Calabrò e Andrea Paglianti):
Il nostro amico Nicola, fotografo e persona coinvolgentissima, ci invita per pranzo in un agriturismo di Solesino e così io, Andrea e Domenico ci ritroviamo là, a una piacevolissima tavolata di oltre venti persone. Mentre sorseggio il caffè, chiacchiero piacevolmente con Chiara, giovane prof di Biologia, ragazza squisita, pacata e dalle mille risorse (canta, balla, dipinge). Dopo pranzo ci si sposta tutti sotto l’ampio porticato e, sempre il solito irresistibile Nicola, riesce ad azzittire tutti, a mettermi in mano una chitarra classica e a farmi snocciolare addirittura 3 brani uno dopo l’altro (“Il singhiozzo”, “Il giorno no” e “Solo su un’isola deserta”), davanti a una platea di botto muta, iperattenta e infine addirittura entusiasta, che alla fine esplode in uragani d’applausi! ‘Mmappete, non me l’aspettavo: anche meglio di un concerto, oh! Il mega-spot involontario è poi facilmente tramutabile in un invito, diretto a tutti, per il concerto serale alla Rana Margaux.
…E infatti sarà la serata più bella, che rimarrà più nei miei ricordi, davvero degna conclusione del mini-tour! La saletta interna è piccola, ma è piena zeppa e so che ogni faccia, ogni cuore e ogni sorriso presenti non sono lì di passaggio o casuali, ma sono tutti per me (e anche per Andrea, che sarà ospite con 3 brani): è una bella sensazione quella di percepire di avere un proprio pubblico, affettuosissimo, lontano da casa.
Il concerto (con Domenico alla seconda chitarra) scivola via alla grande, c’è un affetto pazzesco nella saletta, fino all’emozionantissima conclusione, che mi commuove molto e davvero sigilla non solo la serata e il minitour, ma di certo anche una limpida amicizia: “Questo tempo che ho” cantata in duetto con Andrea Paglianti (io le strofe e lui i ritornelli) e suonata sempre assieme a Domenico Calabrò. Oh, m’è venuta la pelle d’oca.
E chi se lo scorda, 'sto mini-tour?
Scaletta “Rana Margaux”:
IL GIORNO NO
IL NEGAZIONISTA
IL SINGHIOZZO
CIO’ CHE MI BLOCCA
L’UNTORE
SOLO SU UN’ISOLA DESERTA
RAI LIBERA!
set di Andrea Paglianti
ASINCRONO
IL RAGAZZINO DELLA CASA ROSA
LA STELLA DI JOHNNY
CANZONE DI ROTTURA
L’ODORE (Gaber)
LO SHAMPOO (Gaber)
IO NON MI SENTO ITALIANO (Gaber)
DESTRA-SINISTRA (Gaber)
QUESTO TEMPO CHE HO
PS: RadioRai, nella trasmissione "DEMO" condotta da M. Pergolani e R. Marengo su RADIO1, mi ha gratificato della sua stima mandando in onda il 26 maggio scorso il mio brano "Il negazionista", che avevo consegnato ai due conduttori direttamente al M.E.I. di Faenza a fine novembre.